LA PROVINCIA PEDAGOGICA

Un viandante arruolato nella Provincia Pedagogica… tra i rinuncianti

Mese: ottobre, 2012

AURE

KAMA

Non c’è solitudine dell’anima che non sia
il raccogliersi di una moltitudine. “

C’è alla destra una fonte e accanto a essa un bianco cipresso dritto…

 

La memoria disseta l’arsura.
Nulla distingue l’ascesa e il declino.
Al suo denso cuore fu data in dono una traccia
e lui la seguì:

immutabile.

Il Giardino Essenziale

Dimmi di un passo furtivo nella notte.
Dimmi di un grido o del franare di una pietra tra i rovi.
Parlami di un cuore in una stanza vuota
o di un fiore reciso,
dimenticato in un libro da una mano distratta.

Raccontami dell’immortalità di un volto,
distolto ogni fine,
il cui senso non sia solo la sua imminente rovina.
Pensami ancora:
come un ornamento,
una voluta di arabesco,
una veste incompiuta.
Come il brivido infinito che ancora giace nello strato di polvere,
o in quelle tende ingiallite che più non si muovono.

E trovami nel cielo,
come bordo di nube sfuggente,
come notturno riparo in un labirinto,
come intreccio tessuto di un musciarabìa.

E infine evocami:
attraverso la mia assenza,
una poetica della dissonanza,
la voluttà di un segreto.

Poiché la tua parola si è costruita a spese dell’altro,
preteso morto.
Rifare il mondo come conviene al riposo
e albergarlo in una dimora
fatta con l’aria delle parole,
anche se eterna,
è un fare i conti senza la pietra che placa il cuore
e senza la gioia.

Vieni, voglio mostrarti un piccolo mondo.
Ma è necessario che un dire gli si faccia incontro,
un dire dell’anima che ne decifri i segni.

Alza con me lo sguardo al cielo
e guarda quei giardini frivoli e illusori,
giardini per burla,
che fanno mostra di sé sui tetti delle case.
Cresciuti fino al verde,
senza intervallo si disseccano e finiranno poi in mare.
Osserva il ” cibo dei cadaveri “,
fredda come acqua di sorgente,
storna i rapporti d’amore e li condanna.
E il miele selvaggio che cade dal cielo alla levata di Sirio:
miele ambiguo come sua madre,
la Stella fissa del cane.

 Ora apri bene gli occhi del cuore.
Troverai i due compagni del sole,
uno piccolo e insignificante

l’altro possente e quasi bianco

ma sappi:
più in basso di tutti gira la Luna.

E ora amami.
Come fa la bocca aperta alla visione del Paradiso,
i confini in una città moderna,
la fantasia in un sogno che sempre uguale ci visita.

Amami, perché così io ti amo:
come il mutamento che giace.

Stimmung

 

Un tormento sottile inaugura le vicende.
Una luce le immerge,
ma da questa tracimano e
si dissolvono.
Il colore scorre,
avanza e si ritira
come l’acqua nella risacca.
Vaga e si rapprende nelle armonie di una visione.

L’uomo si fermò ai margini del bosco.
Due abissi lo avevano provato.
Un futuro tagliato, amputato, reciso
e un presente dilatato,
entrambi alimentati dal soffio di un enigma
che si spande, si sfrangia
nello spazio,
in una luce che non sintetizza ma dissolve
e, nel dissolvere,
emigra scalando:
centimetro dopo centimetro.

Gli sembrò di vedere una piccola casa,
rosa come un incarnato
ammorbidito dal brivido dei sensi
e pronto ad accogliere i turbamenti del pensiero.
Entrò e si trovò davanti una giovane donna
della quale scorgeva soltanto il lato sinistro del viso,
indorato dalla luce di un debole lume,
e una mano che sembrava accendersi
su un abito scuro.
Numerose conchiglie erano sparse un pò ovunque
e in quella penombra, la loro pelle chiara e lucente
sembrava galleggiare nell’aria.
Tra le tante riconobbe il Pecten Jacobeus,
dalla conchiglia inequivalve
e dai solchi disposti a raggiera
e la Veneriae,
la solcatrice dei mari.

‛ E’ difficile credere ­— si disse — che questa scena non appartenga
al regno misterioso dei sogni.
Ma questi rasi in primo piano,
come quello del ricco cuscino sul quale ella riposa;
e quella collana di perle a quattro fili
che giace al suo fianco… ’

‟ Non riesco ad indossarla,
— disse la donna senza alzare lo sguardo su di lui —
è troppo pesante.
Sognare di non poter sopportare il peso di una collana,
indica grande sapienza,
ma incapacità di metterla a frutto. ”

‟ Qualcuno disse che sognare una sola perla portata al collo,
rappresenti il sapere di cui non si è fieri. ”

A quelle parole lei si voltò lentamente,
mostrando un rametto di corallo appeso al collo
e a lui sembrò che un sottile mistero,
custodito in quell’animo,
si confrontasse con la dignità e il dolore.

‟ Sai che nell’antichità esisteva una vera e propria
teologia della perla?
Di essa vi era un canto,
detto anche canto dell’anima.
Sei forse tu il figlio del Re,
disceso alla ricerca della perla
custodita dal terribile serpente? ”

‟ Per quella discesa il figlio del Re
fu costretto a vestire una veste immonda,
che abbandonerà solo dopo aver
conquistato quella luce,
la stessa della quale era adorna
Stella Maris,
vestita di sole,
incoronata di stelle
ed eretta sulla falce di Luna. ”

‟ Vivere è per me uno sforzo che non posso affrontare
e a volte mi sento andar via,
a gran velocità.
Quando mi guardo allo specchio,
rido a me stessa:
un paio di occhi, i capelli, le mani,
come bottoni in una scatola.
Io non so dire come tutti questi pezzi, separati,
possano essere me.
Se io ora ti stringessi la mano,
ti sentirei lontanissimo,
come tu fossi in un’altra stanza
e anche la mia mano lo sarebbe,
come se tutto sfumasse
in una fascinazione di ombre.
La tua comprensione mi spaventa.
Ho terrore di incontrare una persona simile a me,
perchè dovrei dividere il mio regno con lei.
La morte rincorre ogni mia parola
e tutte rinsecchiscono prima che io abbia finito
di pronunciarle. ”

Si voltò di nuovo
e a lui sembrò di sentire il ritmico palpitare del mare,
che prorompeva dalle tante conchiglie.

‘ In questa casa — pensò — ogni cosa sembra fatta per restare immobile,
come si avesse una grande paura del movimento, del calore,
come se tutto fosse sempre sul punto di scorrere via,
di disperdersi.
La sua vita sta per esaurirsi
nel cono alto della clessidra.
Il mio stesso eterno tramonto,
che non lascerà mai spazio al riposo. ’

L’uomo uscì lentamente e
la giovane donna sembrò non notarlo,
ma i suoi passi le parvero
il battito del loro cuore:
che si allontanava.