LA PROVINCIA PEDAGOGICA

Un viandante arruolato nella Provincia Pedagogica… tra i rinuncianti

Mese: novembre, 2012

Il Corvo

Da bambino mi cantavo una canzone:

Tre ragazze in mezzo a un prato…
il mio cuore vola!
   Il mio cuore vola! “

Il loro passaggio all’orizzonte,
dove su una luna larga e rotonda,
la fantasia le disegnava,
come nere ombre fuggitive.

Le ricordo ora,
nel chiarore di un’alba grigia e fredda di Gennaio,
appeso alla grata di un seminterrato,
dinanzi al tombino di una fogna
e un corvo addomesticato mi saltella lugubremente attorno,
gracidando le parole del poeta:
Mai più, oh! Mai più!

Si ode il fischio di un treno,
un treno con un’aria d’altri tempi,
che sembra portare ancora i personaggi di un romanzo.
Luogo infame,
che invita ad un viaggio senza stelle.

E nel mezzo!

Sembravo veleggiare sopra la realtà,
sorretto da un sogno.
Mi vedevano apparire per una breve visita,
selvatico come una rondine che si posa per un attimo
e subito riprende il volo,
con un grido straziante
come il riaprirsi di una ferita.
Uno spirito alato trascinava con sé il mio corpo,
che pareva sfiorare il suolo.

La mia mente accumulava tante idee
e così in ressa si affollavano i sistemi,
le teogonie, le filosofie, le estetiche,
da trasformarsi in Cafarnao,
fin quando la cupola si incrinò.

E l’immaginazione!
Quella che sopprime la realtà
e giunge diritto alla chimera,
per creare fuori del tempo e del possibile,
e che doveva, a loro dire,
sfociare certo in un’allucinazione morbosa.
” E i Memorabilia di Swedenborg,
perdono forse per questo il loro fascino?!
Concedetemi almeno il merito dell’espressione,
l’ultima follia! “

Ebbi anche un amore:
dopo quelli che esaltano più l’immaginazione che il cuore,
come accade in gioventù.
Un Amore.

Ma forse, per troppo tempo la mia fronte indugiò sull’ombra,
quell’ombra che sempre cercai con tanta cura.
Lei ebbe pietà di me
e mi condusse qui, dove mi vedete:
appeso ad un cordone,
che la mia fantasia pretende
sia stato la giarrettiera di una regina.

Tre ragazze in mezzo a un prato…
il mio cuore vola!

Il mio cuore vola.

Memoria, Visione ed Attesa

Risucchiati in questo tempo che si arresta sul ciglio,
dal quale gli sguardi fuggono.
Consumati in un presente estremo, figlio di sconfinamenti nell’immobilità del gesto,
ai quali vien meno ogni scansione del tempo.

Che cambia in ognuno:
io mi affrettavo al tuo, che indugiavi nei giardini del mio.
Metamorfosi di me e di te, dell’amore quel tempo vissuto.

Arrivammo alle sorgenti di una possibile narrazione
e ci spingemmo nel fondo,
dove sole hanno casa le immagini.

Un sé sottostante ci avvolse,
come un’anima di cui si avverte la sostanza,
come rizoma della carne e del corpo,
crogiolo entro cui si compongono e si dissolvono in simbiosi:
il significato e il senso.

La danza solitaria della Notte, librata nel vuoto,
ci vide scolpiti in una malinconica pietra.
Radici e oggetto in cielo.

MISE EN ABYME

Una prima leggerezza tra barbare equazioni

Ogni cosa è un’esistenza pura.
Nonostante i più assoluti determinismi in linea orizzontale.

E se è vero che il mondo è un’eterna storia che si chiarisce,
chi scrive è un altro:
che diviene a poco a poco se stesso.

La notte del Mi ‘rāj