LA PROVINCIA PEDAGOGICA

Un viandante arruolato nella Provincia Pedagogica… tra i rinuncianti

Mese: gennaio, 2013

Enantiodromia

I believe it is an image in light of the other ( Gary Hill )

La parola ci situa nel mondo e presume.
L’universo della significazione presume sempre troppo di sé.
Le cose:
e sotto, celato, traspare il voler fare di queste
qualcosa d’altro.

” E’ un discorso complesso, che viene da lontano! “

Un occhio al consenso,
la seduzione di un’attenuante a mascherare un discorso
su di noi,
attorno a noi:
dentro.

Lungo la strada della ragione un mondo ci piega a sé.

” Guarda, un’eccedenza! Si potrebbe toccarla con mano!
Un’intimità calda, umorale… “

Il pudore nasce spontaneo dalla delicatezza
e fa corpo con il convincimento di una drammaticità.

” Prendi quella pietra e mettila sopra la complessità! “

Forma, contenuto.
Ed entra in scena la comunicazione.

A dare voce a qualcosa di non figurabile,
ad una matrice potenziale;
a quel nulla in cui precipitano i fondamenti noti della coscienza;
ai caduti in oblio e agli esclusi dal verbo:
ai sogni.

Il tedesco, sulla torre, lo definiva un
” nulla positivo “:
Era l’undici Settembre 1807.

Ancora lì.
In quella nebulosa psichica,
preda della vendetta di determinazioni contrarie.

Alla perenne ricerca di una costellazione che ecceda il conflitto
e che salvi dalla regressione decostruttiva,
dall’insonnia delle idee.

Perchè la pesantezza è altrettanto preziosa della leggerezza.
Che ci consente l’immaginazione del nuovo:
il rammemorare.

L’uomo con gli occhiali da sole

AURORA

Del giorno e della notte, l’aurora tiene ben saldi i volti.
L’uomo, con gli occhiali da sole, mi precede di pochi passi
e la rossa mietitrice è proprio sopra al giardino di una casa,
dove illuminato si attarda un presepe in terracotta.

L’uomo si ferma, si volta,
e con la mano aperta come un augurio lancia un bacio al Bambino,
poi un altro e un altro ancora.
Io, fermo dietro di lui, abbasso lo sguardo e aspetto.

In un profondo inchino tutto l’amore del mondo si addensa
nella via e,
mentre riprendiamo il cammino,
io mi racconto una piccola storia.

Il guardiano della soglia tiene a bada le voci,
come un cherubino a guardia del Tempio.
” Chi è là?! ” grida
Ma lei, simile ai serpenti di fuoco dei deserti semiti,
a passo svelto e camminando a ritroso,
riesce a varcare la porta socchiusa.

Sarà un viaggio intorno alle brevi notti
e ai lunghi giorni delle latitudini estreme:
lungo la rotta dell’ambra e dello stagno,
le ali spiegate e la spada riposta,
andrà incontro al germoglio,
primogenito dello stupore.

Vuol raggiungere Mashu,
la lontana montagna posta a guardia del Sole.
Plaga recondita, dove

” ambedue li figli di Latona,
coperti del Montone e della Libra,
fanno dell’orizzonte insieme zona. “