Quando il cuore o quel che ne rimane

vuoto

Vita dopo vita, sempre la stessa scena immensa.

L’aveva vista alzarsi di buon mattino
poco prima del sole e,
spalle alle ombre, si era disteso a terra.

Le regioni chiamate Solitudine,
il Mare del calore:
socchiuse gli occhi.

L’aspetto di un altrove ricoperto da una tunica bianca,
se ne stava lì,
quando un ragazzo,
di ritorno dal mercato del sesamo, lo vide:
” Chi sei? ” chiese

Vita dopo vita, sempre la stessa scena.
Sempre lo stesso anello che batte alla sua porta.

” Sono un viandante e per il resto ti basti l’immaginazione della verità,
quella che hanno i bambini e certi esseri rari non ancora toccati dal vento. “

Il ragazzo osservò il lembo del dhati raccolto sulla spalla e i piedi scalzi.
Si sentì solo come in una grande foresta ed ebbe freddo.

Vita dopo vita, sempre lo stesso sogno fatidico:

Un vento caldissimo spirava sulla pianura.
Giunti che furono sotto la grande torre, accompagnati dal suo fruscio,
cominciarono a salire le rampe.
In cima trovarono una donna ad aspettarli.
Slanciata, nella sua lunga veste turchina,
portava un fiore scarlatto all’orecchio.
Stava in silenzio, soltanto il labbro inferiore tremava.
Mimando un passo di danza,
con un cenno li spinse a guardare in alto
e di colpo il cielo si dissolse.
All’improvviso, di lassù, le stelle sprofondarono
nella terra, che si ornò delle immagini delle costellazioni.
Il manto stellato era divenuto il manto terrestre.

Il ragazzo, ipnotizzato dalla sua fiamma, lo guardò e alle parole dell’uomo:
” né il sì né il no hanno trovato il segreto “,
volse lo sguardo verso la donna e la vide andare.

Vita dopo vita,
la veste nera come un viaggio senza stelle.