Adieu

di robertomeister

julian-schnabel-adieu-1995-olio-e-resina-su-tela-cm-274x243-collezione-privata

 

Adieu: e c’è tutto un mondo di vibrazioni verticali.
Andarci a passeggio ha un senso
e riportarne qualcosa la sola malattia.

Non tener conto del corpo e lascia il mondo così com’è.
Tingiti di giallo e di nero e attraversa,
quasi polvere, le onde.

Adieu: e il nero assorbe tutti i raggi dello spettro senza più riflettere,
senza più risposte.
Parossismo della discordanza
e dei suoi esiti mortali.

E’ come rimettere diritto qualcosa di storto.
Ogni volta c’è qualcosa che devia:
quella linea mi tormenta!

Era, per lei, quasi una questione meccanica.

Getta al vento tutto ciò che riveste l’altrove.
Rovista nel colore dei suoi occhi,
nello spessore delle sue dita,
nella lontananza del suo cuore e, infine,
nel ruminare della tua noia.

Adieu: perché non c’è viaggio,
non c’è domani,
nessun vulcano con la bocca in giù.
C’è soltanto l’eternità sotto i nostri passi
e l’implacabile gravitazione della nostra stessa oscurità.

Adieu: e le cose vanno intorno danzando,
con fisico sottile e sulle vette di una qualsiasi notte:
come nelle vene di uno specchio spento.